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	<title>Blog Mania</title>
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	<description>Novità, Umorismo, Tecnologia, Ecologia e Natura in formato hi-tech 2.0</description>
	<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 09:23:11 +0000</pubDate>
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		<title>GigaWatt e GigaWatt di energia dallo spazio, sarà soltanto un sogno?</title>
		<link>http://anyblog.org/tecnologia/2008/10/23/gigawatt-e-gigawatt-di-energia-dallo-spazio-sara-soltanto-un-sogno/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 12:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IlChimichInformatico</dc:creator>
		
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Ben Bova, il presidente emerito della National Space Society, ha recentemente suggerito un&#8217;incredibile soluzione all&#8217;attuale crisi energetica globale. Ivece di prendere pannelli solari e andare a piazzarli sui tetti delle case, vuole inviare array fotovoltaici nello spazio e irraggiare l&#8217;energia prodotta verso la terra.

Poichè i pannelli sarebbero costantemente esposti alla luce del sole, questi satelliti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1458" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/10/23/gigawatt-e-gigawatt-di-energia-dallo-spazio-sara-soltanto-un-sogno/spacesolar/"><img class="size-full wp-image-1458 aligncenter" title="spacesolar" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/spacesolar.jpg" alt="" width="450" height="261" /></a></p>
<p>Ben Bova, il presidente emerito della National Space Society, ha recentemente suggerito un&#8217;incredibile soluzione all&#8217;attuale crisi energetica globale. Ivece di prendere pannelli solari e andare a piazzarli sui tetti delle case, vuole inviare array fotovoltaici nello spazio e irraggiare l&#8217;energia prodotta verso la terra.<br />
<!--adsense#postleft--><br />
Poichè i pannelli sarebbero costantemente esposti alla luce del sole, questi satelliti solari potrebbero fornire un flusso continuo di 5-10 gigawatt di energia.<span id="more-1456"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1460" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/10/23/gigawatt-e-gigawatt-di-energia-dallo-spazio-sara-soltanto-un-sogno/solarspacerace1/"><img class="size-full wp-image-1460 aligncenter" title="solarspacerace1" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/solarspacerace1.jpg" alt="" width="500" height="368" /></a></p>
<p>In un recente articolo apparso sul Washington Post, Mr. Bova spiega che non è così campata in aria come si potrebbe immaginare. Sappiamo già come inviare materiali nello spazio, e abbiamo costruito grandi strutture in ambiente a gravità zero (pensate alla stazione spaziale internazionale), quindi forse costruire un grande collettore solare nello spazio non è completamente fuori questione.</p>
<p>La sua proposta è di costruire e lanciare dei satelliti per generare energia solare, grossi array fotovoltaici che convertono costantemente la luce solare in energia elettrica e usano microonde per inviare tale energia verso stazioni di ricezione sulla terra.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1459" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/10/23/gigawatt-e-gigawatt-di-energia-dallo-spazio-sara-soltanto-un-sogno/nasasolarsat/"><img class="size-full wp-image-1459 aligncenter" title="nasasolarsat" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/nasasolarsat.jpg" alt="" width="500" height="397" /></a></p>
<p>Secondo Mr Bova, uno solo di questi satelliti sarebbe in grado di inviare abbastanza energia per soddisfare il fabbisogno dell&#8217;intera California. Poichè sarebbe necessaria una grande superficie per raccogliere così tanta energia, le migliori località per le stazioni di ricezione sarebbero aree aride come il Deserto del Nevada o il Sahara.</p>
<p>Sebbene i costi coinvolti sarebbero piuttosto astronomici, la tecnologia esiste già oggi, e questa non è la prima proposta di stazione solare spaziale.</p>
<p>Riuscirà qualcuno a provare prima o poi?</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1461" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/10/23/gigawatt-e-gigawatt-di-energia-dallo-spazio-sara-soltanto-un-sogno/spacesolar2/"><img class="alignnone size-full wp-image-1461" title="spacesolar2" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/spacesolar2.jpg" alt="" width="500" height="331" /></a></p>
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		<title>2,4 GWatt di Energia Eolica presto installata nella regione Cinese della Mongolia Interna</title>
		<link>http://anyblog.org/tecnologia/2008/10/22/24-gwatt-di-energia-eolica-presto-installata-nella-regione-cinese-della-mongolia-interna/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 08:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IlChimichInformatico</dc:creator>
		
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La Cina continua a incrementare la sua capacità verso i 101 GigaWatt di potenziale eolico nella regione della Mongolia Interna. Un mese fa è stato annunciato che China Power avrebbe sviluppato 1000 MW di energia eolica nella regione. Ora arrivano indiscrezioni su due nuovi progetti, che avrebbero una capacità combinata di 2,4 GW, in corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--adsense#postleft--></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1446" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/10/22/24-gwatt-di-energia-eolica-presto-installata-nella-regione-cinese-della-mongolia-interna/turbine-a-vento-cina/"><img class="size-full wp-image-1446 aligncenter" title="turbine-a-vento-cina" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/turbine-a-vento-cina.jpg" alt="" width="374" height="281" /></a></p>
<p>La Cina continua a incrementare la sua capacità verso i 101 GigaWatt di potenziale eolico nella regione della Mongolia Interna. Un mese fa è stato annunciato che China Power avrebbe sviluppato 1000 MW di energia eolica nella regione. Ora arrivano indiscrezioni su due nuovi progetti, che avrebbero una capacità combinata di 2,4 GW, in corso di realizzazione.</p>
<p>Questi sono i dettagli dei due ambiziosi progetti:</p>
<p>500 MW entro il 2010<br />
Il primo progetto annunciato è un parco eolico da 500 MegaWatt che verrebbe sviluppato dalla China Huaneng Group. Il progetto da 735 milioni di dollari dovrebbe essere completato entro il 2010, non si hanno notizie sulla località esatta.<br />
<span id="more-1445"></span><br />
1900 MW entro il ???<br />
Il progetto più grande, di cui si hanno ancora meno notizie, è un parco eolico da 1,9 GigaWatt nella regione del Damaoqi. Il piano ha già ricevuto l&#8217;approvazione dell&#8217;agenzia governativa per l&#8217;energia, non si conoscono al momento dettagli sui tempi di realizzazione e sui costi.</p>
<p>Sebbene la Cina sia dietro i leader mondiali dell&#8217;eolico Germania e Stati Uniti in installazioni totali, a questa velocità di espansione potrebbe prendere la corona come più grande produttore di energia eolica prima della prevista data del 2020.</p>
<p>Si stima che la Mongolia Interna abbia metà del potenziale totale eolico dell&#8217;intera Cina.</p>
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		<title>Microfoni &#8230; linearità ed altri miti</title>
		<link>http://anyblog.org/tecnologia/2008/10/15/microfoni-linearita-ed-altri-miti/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 15:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frankie_Mnemonic</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[High tech]]></category>

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Leggendo diversi libri su argomenti relativi a &#8220;microfoni&#8221;, tecniche di registrazione , etc..  ho notato spesso l&#8217;assenza di una riflessione &#8220;piu ampia&#8221; relativamente alla scelta del microfono.
Infatti, le pubblicazioni piu &#8220;entry level&#8221; non trattano affatto l&#8217;argomento, suggerendo direttamente la marca ed il modello per una data applicazione (ossia per una data &#8220;ripresa sonora&#8221;).
Le pubblicazioni di [...]]]></description>
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<div class="mceTemp mceIEcenter"></div>
</div>
<p>Leggendo diversi libri su argomenti relativi a &#8220;microfoni&#8221;, tecniche di registrazione , etc..  ho notato spesso l&#8217;assenza di una riflessione &#8220;piu ampia&#8221; relativamente alla scelta del microfono.</p>
<p>Infatti, le pubblicazioni piu &#8220;entry level&#8221; non trattano affatto l&#8217;argomento, suggerendo direttamente la marca ed il modello per una data applicazione (ossia per una data &#8220;ripresa sonora&#8221;).</p>
<p>Le pubblicazioni di tipo professionale invece danno per scontato che esiste una vera scienza dietro la scelta del microfono ed a volte forniscono motivazioni perlopiù tecnico-specialistiche rispetto al dispositivo da usare.</p>
<p>In ogni caso comunque esiste un gap di informazioni disorienta il neofita.</p>
<p>Il neofita infatti si trova spesso a dover fare il miglior acquisto con un basso budget.</p>
<p><!--adsense#francoadsense--><br />
Spesso il miglior acquisto per il neofita significa : &#8220;un microfono con cui posso : cantare , riprendere la mia chitarra elettrica e riprendere la mia chitarra acustica, il tutto  in modo quasi-professionale&#8221;</p>
<p>Quindi inizia la sua ricerca leggendo specifiche e &#8220;consigli&#8221; da siti internet o riviste di settore.   Il suo tentativo è quello di &#8220;fare il colpaccio&#8221; , ossia &#8220;scovare&#8221; fra i cataloghi dei venditori quel microfono che risolverà tutti i suoi problemi.     Oppure ci si affida al consiglio dal &#8220;magazine&#8221; di turno.</p>
<p>Tale approccio però per molti significherà avere registrazioni affatto professionali &#8230; e ciò perdurerà finchè non abbandonerà l&#8217;idea erroenea che un singolo microfono possa prodigarsi in tutti i campi con buone prestazioni.  Magari si troverà ad osservare che il suo microfono se la cava bene nella ripresa della sua chitarra elettrica, invece per la voce e la chitarra acustica le cose vanno molto peggio&#8230;..</p>
<p>Ma perchè?   Non aveva scelto un microfono il cui diagramma si dichiarava &#8220;lineare&#8221;?  e cosa c&#8217;entra l&#8217;aver scelto un microfono dinamico e non uno a condensatore? se è lineare &#8230;è lineare!!</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 454px"><a href="null"><img src="http://www.hometheaterhifi.com/volume_7_3/images/perpetual-technologies-frequency-response-apex.jpg" alt="" width="444" height="383" /></a><p class="wp-caption-text">Diagramma della risposta in frequenza (linearità) </p></div>
<p><a href="null"></a></p>
<div class="mceTemp"><span id="more-1287"></span></div>
<div class="mceTemp"></div>
<div class="mceTemp"></div>
<p>Nessuno infatti gli aveva fornito le giuste chiavi di lettura teorico-tecniche e &#8230; commerciali che ci sono dietro.   Ci proviamo ora con questo articolo, definendo alcuni punti-cardine che molti non dicono:</p>
<ul>
<li>Il microfono lineare, non esiste, o meglio se esiste , lo è solo in condizioni ideali (camera aneacoica e distanze di ripresa &#8220;standard&#8221;).</li>
<li>ogni microfono ha invece un suo &#8220;timbro&#8221; di ricezione, che combinato con il timbro che arriva alla sua membrana determina la forma d&#8217;onda del suono trasferito (in segnale elettrico).</li>
<li>ogni luogo (stanza, palco) fornisce una sua timbrica addizionale a quella emessa dallo strumento musicale.</li>
<li>per ottenere &#8220;la miglior ripresa&#8221; non sempre la linearità di un microfono è desiderata (anzi, spesso non lo è.  A volte è desiderabile una risposta in frequenza ad-hoc per le frequenze da riprendere)</li>
<li>la tecnica di ripresa microfonica adottata è basilare quanto la bontà del microfono. Alcuni microfoni sono studiati proprio per essere usati secondo una certa tacnica.</li>
<li>il microfono &#8220;generico&#8221; adatto a tutte le situazioni non esiste</li>
<li>per ottenere registrazioni di qualità sono necessari piu microfoni specifici</li>
<li>la tecnologia microfonica &#8220;a condensatore&#8221; è qualitativamente sempre superiore a quella di &#8220;microfono dinamico&#8221; ed eccezion-fatta per i casi in cui il microfono a condensatore non può essere usato (situazioni live con innesco di feedback o alte pressioni sonore emesse da amplificatori per basso o per chitarra). La superiorità è evidente sia nella sensibilità, che nella linearità e nella estensione della risposta in frequenza (specialmente sugli acuti).</li>
</ul>
<p>Detto ciò è chiaro che al neaofita non resta che suggerire un impiego piu razionale del piccolo budget che possiede .</p>
<p>O meglio, prima di effettuare una scelta dovrebbe chiedersi quali sono i suoi obiettivi:</p>
<ul>
<li>Sto acquistando un microfono perchè in questo momento mi piace &#8220;giocare&#8221; a registrarmi (ma questa sarà l&#8217;ultima spesa che farò in campo audio) ?</li>
<li>Sto acquistando il microfono come primo &#8220;tassello&#8221; di un mini studio casalingo ?</li>
</ul>
<p>nel primo caso, si dovrebbe veramente andare verso un microfono &#8220;che fà abbastanza bene tutto, ma che come detto eccelle su una sola applicazione&#8221;.</p>
<p>In questo caso un microfono a condensatore a diframma piccolo dovrebbe dare parecchie soddisfazioni&#8230;</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 300px"><a href="null"><img src="http://img3.musiciansfriend.com/dbase/pics/products/regular/8/1/5/244815.jpg" alt="microfono a condensatore a digramma piccolo" width="290" height="290" /></a><p class="wp-caption-text">microfono a condensatore a digramma piccolo</p></div>
<p>Nel secondo caso la scelta và però piu mirata, altrimenti si rischia di prendere un microfono che non fà al meglio nessuna delle 2 - 3 applicazioni che ci si aspetta che faccia.</p>
<p>Piu in generale vado a descrivere una unusuale metodologia per capire ciò che le pubblicazioni non dicono esplicitamente, ma che in realtà è sotto gli occhi di tutti (se si legge &#8220;fra le righe&#8221;! <img src='http://anyblog.org/tecnologia/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Visionando molti cataloghi di costruttori vi renderete conto che hanno tutti delle cose in comune, e che ci permettono di fare alcune osservazioni:</p>
<ul>
<li>Quasi tutti i produttori &#8220;storici&#8221; propongono una buona quantità di modelli , diciamo una quindicina.  Osservazione: se esistesse il microfono lineare, perchè scomodarsi a produrre tante versioni?</li>
<li>tutti propongono microfoni delle due categorie principali : &#8220;dinamici&#8221; ed &#8220;a condesatore&#8221;. Osservazione: entrambi i tipi hanno il loro impiego (nonostante la superiorità qualitativa dei microfoni a condensatore)</li>
<li>tutti offrono microfoni a condensatore nelle principali configurazioni : &#8220;a diaframma largo&#8221; , &#8220;a diaframma piccolo&#8221; , &#8220;coppia ortogonale X-Y&#8221;. Osservazione : le tre tipologie risultano specifiche.    Il diaframma largo quando si necessita di una maggiore risposta sui bassi e medio-bassi e quando l&#8217;attacco del suono è poco impulsivo (ad esempio una timbrica vocale &#8220;calda&#8221; o la chitarra elettrica distorta/compressa ). Il &#8220;diaframma piccolo&#8221; quando si vuole riprendere timbri medio-alti ed alti con una buona definizione e buona dinamica (ad esempio la &#8220;voce rock&#8221; , i piatti della batteria etc&#8230;) , infine la &#8220;coppia di condensatori a diaframma piccolo&#8221; in configurazione X-Y quando il fattore di spiazzamento della sorgente sonora è importante. La chitarra acustica ad esempio risulta poco realistica se nella ripresa non vengono inclusi anche gli effetti percussivi e gli scricchiolii provenienti dalle dita sulla tastiera.  Nonostante alcune tecniche di posizionamento rendano possibili buoni risultati anche con un solo microfono, il problema viene risolto brillantemente da una coppia X-Y che è in grado di riprendere una porzione piu ampia dello strumento e con una relativa semplicità di piazzamento.</li>
<li>tutti offrono diverse configurazioni di &#8220;cono di ripresa&#8221; , Omnidirezionale, Cardiodide , Ipercardioide , figura ad otto. Osservazione : tutte le varie configurazioni &#8220;polari&#8221; hanno un loro utilizzo, ma per uno studio casalingo, che non dispone di ambienti &#8220;studiati per essere acustici&#8221; sarà sempre meglio scegliere il microfono con il diagramma polare piu &#8220;inerte&#8221; rispetto alle reverberazioni della stanza: ossia la figura a &#8220;cardioide&#8221;.  Un&#8217;altra cosa che raramente viene detta è infatti che la figure iper-cardioide considera si una maggiore insensibilità laterale &#8230;. ma è piu sensibile della figura &#8220;cardioide&#8221; relativamente alle riverberazioni provenienti , in asse, da dietro.</li>
<li>le maggiori ditte continuano a vendere microfoni con diagramma fortemente &#8220;non lineare&#8221; o &#8220;vintage&#8221;. Osservazione : questa è la cosa &#8220;meno detta&#8221; fra le cose &#8220;non dette&#8221;! Ossia, paradossalmente , per certi usi specifici, un microfono non lineare può dare risultati migliori di uno lineare.  Immaginiamo di dover riprendere una chitarra elettrica distorta. Difficilmente si vuole che la sua ripresa interessi tutta la sua estensione sonora (che spesso può interferire sulal gamma bassa con altri strumenti del gruppo , quali il basso o la voce).  Quindi perchè riprendere tutta la banda in frequenza prodotta quando poi, già si sà che dovrà essere di nuovo aggiustata con l&#8217;intervento di un equalizzatore parametrico?  Molto piu furbo riprendere con un microfono &#8220;studiato&#8221; per catturare proprio quella banda tipica!  Il livello totale del segnale ripreso risulterà inferiore e si potrà perciò alzare un pò di piu il guadagno in ingresso del vostro mixer o scheda audio , con relativo incremento del rapporto segnale-rumore e forse, nessuna necessità di intervenire con equalizzatori.</li>
<li>Molti costruttori aggiungono ad ogni modello alcuni aggettivi a suggerimento dell&#8217;uso cui il microfono è stato progettato.  Osservazione : fidatevi di tali aggettivi, ma non ne aggiungete altri voi dicendo : &#8220;beh andrà bene anche per quest&#8217;altro uso&#8221;.   Tipicamente quei microfoni si rivelano ottimi solo per gli usi suggeriti, ma mediocri per altri usi.</li>
</ul>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 543px"><a href="null"><img src="http://digitalmedia.oreilly.com/images/oreilly/digitalmedia/2005/11/microtrack-guitar-mic.jpg" alt="Ripresa X-Y a 90°" width="533" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Ripresa X-Y a 90°</p></div>
<p>Anche da questo articolo avrete capito quanto il campo-audio sia materia complessa per cui :</p>
<ul>
<li>Le ditte che producono microfoni professionali forniranno anche prodotti &#8220;entry level&#8221; migliori di quelli proposti da ditte che producono altro (ad esempio produttori di computers).</li>
<li>Non perdete mai di vista il fatto che per riprendere &#8220;Voce + chitarra acustica + chitarra elettrica&#8221; in modo serio , richiederebbe almeno tre microfoni specifici (anche se al momento il vs. budget vi permette di acquistarne solo uno).</li>
<li>Se possibile , provate il microfono prima di acquistarlo con lo strumento che dovrà riprendere.   Ogni microfono modifica il vs. timbro , alcuni lo peggiorano altri lo possono riprendere in modo piu fedele, altri ancora in modo meno fedele ma fornendo un suono intrigante.  Ricordiamo che spesso il lato &#8220;sonico&#8221; della musica non insegue l&#8217;alta fedeltà ma la ricerca di &#8220;suoni interessanti&#8221;. (se ci pensate bene, cosè il suono di una chitarra acustica? è solo un suono che è stato definito nei secoli dai liutai &#8230;attraverso forme e legni &#8230; le stessa ricerca che facciamo oggi con microfoni, effetti e quant&#8217;altro)</li>
<li>Se non potete provarlo, suggerisco di affidarvi a modelli dichiaratamente progettati per un dato utilizzo (dichiarato dal costruttore)</li>
</ul>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="null"><img src="http://www.bigtoestudio.net/images/neumannTLM103_smaller.jpg" alt="Microfono condensatore a diframma grande" width="300" height="357" /></a><p class="wp-caption-text">Microfono condensatore a diframma grande</p></div>
<p>Perciò, se il vostro budget non vi permette di acquistare modelli blasonati, studiate i cataloghi dei costruttori cercando di capire ciò che vi stanno offrendo: l&#8217;uso e la fascia di utenza cui il microfono è destinato.   Cercate anche di capire se il costruttore, anche se emergente, è orientato verso il mercato &#8220;professional&#8221; o quello &#8220;consumer&#8221;.   Se siete bravi riuscirete ad individuare buoni microfoni a prezzo abbordabile semplicemente basandovi sulla metodologie discusse in questo articolo.  Ricordate che il microfono è il classico dispositivo dove è bene spendere &#8220;un pò di piu&#8221; che &#8220;un pò di meno&#8221;.</p>
<p>- Frankie Mnemonic -</p>
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		</item>
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		<title>Meno incidenti che coinvolgono ciclisti con più biciclette sulle strade! Impossibile? Sembra di no.</title>
		<link>http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/13/meno-incidenti-che-coinvolgono-ciclisti-con-piu-biciclette-sulle-strade-impossibile-sembra-di-no/</link>
		<comments>http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/13/meno-incidenti-che-coinvolgono-ciclisti-con-piu-biciclette-sulle-strade-impossibile-sembra-di-no/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 14:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IlChimichInformatico</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Biciclette]]></category>

		<category><![CDATA[bici]]></category>

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		<description><![CDATA[
Più biciclette sulle strade significa più possibilità per gli automobilisti impegnati al cellulare o che si ingozzano con qualche snack di prenderne uno, giusto? Invece è sbagliato!
Secondo uno studio dei ricercatori dell&#8217;Universita del New South Wales, il numero di collisioni diminuisce con l&#8217;aumentare del numero di biciclette nel traffico. Sembra una sorta di paradosso, dicono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1434" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/13/meno-incidenti-che-coinvolgono-ciclisti-con-piu-biciclette-sulle-strade-impossibile-sembra-di-no/cyclists/"><img class="size-full wp-image-1434 aligncenter" title="cyclists" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/cyclists.jpg" alt="" width="400" height="293" /></a></p>
<p>Più biciclette sulle strade significa più possibilità per gli automobilisti impegnati al cellulare o che si ingozzano con qualche snack di prenderne uno, giusto? Invece è sbagliato!</p>
<p>Secondo uno studio dei ricercatori dell&#8217;Universita del New South Wales, il numero di collisioni diminuisce con l&#8217;aumentare del numero di biciclette nel traffico. Sembra una sorta di paradosso, dicono, ma gli automobilisti sono più attenti e guidano con più rispetto quando ci sono più ciclisti sulla strada.</p>
<p><span id="more-1433"></span></p>
<blockquote><p>&#8220;E&#8217; un circolo virtuoso,&#8221; dice il Dr. Julie Hatfield. &#8220;La possibilità che un singolo ciclista sia investito da un automobilista si riduce con l&#8217;aumentare del numero di ciclisti in una comunità. E con la percezione di maggiore sicurezza nell&#8217;andare in bici, sempre più gente è attratta dal mezzo a due ruote.&#8221;</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><!--adsense#postleft--></p>
<p>I ricercatori dicono che studi condotti in numerose nazioni hanno mostrato che il numero di incidenti in cui automobilisti investono ciclisti o pedoni si abbassa con l&#8217;aumento di persone in bicicletta o a piedi sulle strade. Il motivo, sostengono, è semplice, più ciclisti sulle strade vedono gli automobilisti, più saranno coscienti saranno della presenza di ciclisti sulle strade e quindi guideranno in modo più sicuro. Con l&#8217;aumentare del numero di ciclisti in una comunità aumenterà la possibilità che alcuni automobilisti diventino ciclisti, e quindi saranno più coscienti e rispettosi dei ciclisti quando saranno alla guida della loro automobile.</p>
<p>Le scoperte vanno al contrario del pensiero comune, in cui si pensa che più ciclisti sulla strada voglia dire più possibilità di incidente. Mentre i numeri aumentano in termini assoliti, una città che raddoppia il numero di ciclisti può aspettarsi la diminuzione di un terzo della percentuale di ciclisti coinvolti in incidenti.</p>
<p>Quando la buona notizia si saprà in giro, potrebbe creare un ciclo a lungo termine di amici della bicicletta: se le persone percepiscono che andare in bicicletta è sicuro, più persone lo faranno. Più ciclisti vuol dire comportamento migliore da parte degli automobilisti e più comunità che faranno leggi dalla parte dei ciclisti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Toyota e EDF (Électricité de France) provano le nuove Prius plug-in nel Regno Unito</title>
		<link>http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/13/toyota-e-edf-electricite-de-france-provano-le-nuove-prius-plug-in-nel-regno-unito/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 12:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IlChimichInformatico</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Automobili]]></category>

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Toyota e EDF (Électricité de France) hanno avviato una partnership per testare insieme veicoli ibridi plug-in (PHEV) da ormai un anno. Il tutto è iniziato in Francia, e adesso il progetto viene esteso alla Gran Bretagna. I veicoli ibridi plug-in sono delle Toyota Prius ibride modificate. Sono stati installate delle batterie extra del tipo NiMH [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center; "><a rel="attachment wp-att-1417" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/13/toyota-e-edf-electricite-de-france-provano-le-nuove-prius-plug-in-nel-regno-unito/toyota-edf-plug-in-prius-01/"><img class="size-full wp-image-1417 aligncenter" title="toyota-edf-plug-in-prius-01" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/toyota-edf-plug-in-prius-01.jpg" alt="" width="421" height="280" /></a></p>
<p style="text-align: center; "> </p>
<p style="text-align: left;">Toyota e EDF (Électricité de France) hanno avviato una partnership per testare insieme veicoli ibridi plug-in (PHEV) da ormai un anno. Il tutto è iniziato in Francia, e adesso il progetto viene esteso alla Gran Bretagna. I veicoli ibridi plug-in sono delle Toyota Prius ibride modificate. Sono stati installate delle batterie extra del tipo NiMH per estendere il range di percorrenza in modalità soltanto elettrica, e possono essere ricaricate direttamente dalla rete elettrica (qualcosa che le normali Prius non possono fare).<span id="more-1403"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1418 aligncenter" title="toyota-edf-plug-in-prius-02" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/toyota-edf-plug-in-prius-02.jpg" alt="" width="420" height="462" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Secondo Toyota, &#8220;La partnership in UK è intesa per valutare le performance dei veicoli in un ambiente urbano, le necessità di questo tipo di veicoli, e il comportamento dell&#8217;automobilista e le sue aspettative.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">Le Toyota Prius PHEV saranno guidate da dipendenti della EDF e testate in condizioni di guida quotidiana. Per poter ricaricare più facilmente le automobili, EDF ha aiutato ad installare 40 stazioni di ricarica (nella foto in alto), una novità per il Regno Unito, e altre sono in arrivo.</p>
<p style="text-align: center;"><!--adsense#postleft--></p>
<p style="text-align: left;">I primi risultati dei test indicano che l&#8217;efficienza dei prototipi di Prius PHEV è significativamente più alta di quella delle Prius attuali. Per esempio in<strong> viaggi fino a 25 km</strong>, le <strong>ibride plug-in consumano circa il 60% in meno</strong> delle normali Toyota Prius hybrid. Uno degli obiettivi della ricerca nel Regno Unito è di confermare questo tipo di performance dei veicoli PHEV.</p>
<p style="text-align: left;">Le Prius plug-in otterrebbero sicuramente risultati migliori se il veicolo fosse stato progettato fin dall&#8217;inizio per essere plug-in, e se fosse stato dotato di batterie agli ioni di litio (Li-ion) per estendere il range di percorrenza soltanto elettrico (che in questi prototipi è di soli 6 km), rendendo le accensioni del motore a benzina meno frequenti.</p>
<p style="text-align: left;">Comunque sembra che siamo sulla giusta strada, inizia ad aumentare l&#8217;interesse del pubblico per le automobili ibride, elettriche e plug-in, e le case automobilistiche da parte loro hanno tutte almeno un progetto in vari stadi di completamento, dalla GM con l&#8217;ormai famosissima Chevrolet Volt con cui si sta giocando la propria immagine e forse sopravvivenza alla Mazda e Honda (un pò più scettica nei confronti delle automobili completamente elettriche o E-REV).</p>
<p style="text-align: center; "><span style="text-decoration: underline;"><img class="size-full wp-image-1419 aligncenter" title="toyota-edf-plug-in-prius-03" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/toyota-edf-plug-in-prius-03.jpg" alt="" width="468" height="311" /> </span></p>
<p style="text-align: center; "><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Honda e Yamaha realizzeranno Moto Elettriche entro due o tre anni</title>
		<link>http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/12/honda-e-yamaha-realizzeranno-moto-elettriche-entro-due-o-tre-anni/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 07:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IlChimichInformatico</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[E-REV]]></category>

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		<category><![CDATA[moto elettrica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Honda e Yamaha si stanno facendo minacciose nei confronti delle miriadi di società che sono sorte per operare nel mercato delle moto ibride. Soltanto una delle due affermate società giapponesi aveva mostrato una moto, allo stadio di concept, nel recente passato, ma nessuna delle due ha offerto nulla in vendita al pubblico. Questo ha consentito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1402" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/12/honda-e-yamaha-realizzeranno-moto-elettriche-entro-due-o-tre-anni/honda-yamaha-logos/"><img class="size-full wp-image-1402 aligncenter" title="honda-yamaha-logos" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/honda-yamaha-logos.jpg" alt="" width="300" height="145" /></a></p>
<p>Honda e Yamaha si stanno facendo minacciose nei confronti delle miriadi di società che sono sorte per operare nel mercato delle moto ibride. Soltanto una delle due affermate società giapponesi aveva mostrato una moto, allo stadio di concept, nel recente passato, ma nessuna delle due ha offerto nulla in vendita al pubblico. Questo ha consentito a molte start-up come Vectrix  di stabilire una forte presenza nel mercato. Ma adesso non più, forse, in un paio d&#8217;anni.<br />
<span id="more-1401"></span><!--adsense#postleft--><br />
Sia Honda che Yamaha hanno già annunciato le date di lancio per motociclette elettriche. Yamaha prevede di offrire una moto con performance simili ad un 50cc con 100 km di range nel 2010. Non è uno sviuppo sconcertante ma è un inizio. Honda, da parte sua, ha come obiettivo di offrire un modello nel 2011, modello adatto al servizio postale giapponese che si dice pensi di muovere la propria flotta di 90.000 moto all&#8217;alimentazione elettrica. Sembra che le batterie agli ioni di litio saranno la scelta delle compagnie giapponesi. Mentre sembra che dal punto di vista delle performance non ci sarà niente di rivoluzionario, i due colossi delle due ruote dovrebbero essere in grado di offrire i loro prodotti a prezzo molto competitivo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Tuo iPhone registra Screenshot di TUTTO quello che FAI</title>
		<link>http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/12/il-tuo-iphone-registra-screenshot-di-tutto-quello-che-fai/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 05:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IlChimichInformatico</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apple]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se avete un&#8217;iPhone, sicuramente tutto quello che avete fatto sul vostro smartphone è stato termporaneamente registrato con uno screenshot pronto per essere recuperato da hacker o investigatori, secondo quanto ha rivelato uno specialista di sicurezza che ha esposto l&#8217;ultimo buco del famoso telefono della Apple.
Jonathan Zdziarski ha dimostrato come bypassare il passcode di un iPhone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1396" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/12/il-tuo-iphone-registra-screenshot-di-tutto-quello-che-fai/iphonescreenshots/"><img class="size-full wp-image-1396 aligncenter" title="iphonescreenshots" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/iphonescreenshots.jpg" alt="" width="400" height="297" /></a></p>
<p>Se avete un&#8217;iPhone, sicuramente tutto quello che avete fatto sul vostro smartphone è stato termporaneamente registrato con uno screenshot pronto per essere recuperato da hacker o investigatori, secondo quanto ha rivelato uno specialista di sicurezza che ha esposto l&#8217;ultimo buco del famoso telefono della Apple.</p>
<p>Jonathan Zdziarski ha dimostrato come bypassare il passcode di un iPhone durante un webcast, mentre spiegava che il popolare cellulare registra uno screenshot della vostra azione più recente, senza fare differenza se si tratta di un sms, un&#8217;email, o una pagina web, per poterla mettere in cache.<br />
<span id="more-1395"></span><br />
L&#8217;iPhone lo fa per uno scopo puramente estetico: quando premete il bottone Home, la finestra dell&#8217;applicazione che avete aperto si restringe e sparisce. Per creare l&#8217;effetto di restringimento, l&#8217;iPhone registra uno screenshot.</p>
<p>Il telefono presumibilmente cancella l&#8217;immagine dopo che avete chiuso l&#8217;applicazione, ma tutti sanno he la cancellazione nella maggior parte dei casi non è permanente. Esperti forensi hanno già utilizzato questa funzionalità per inchiodare criminali che sono stati accusati di stupro, omicidio o traffico di droga.</p>
<p>Zdziarski ha affermato che non c&#8217;è modo di evitare questa funzionalità dicendo &#8220;spero che Apple sistemi questa cosa perchè è un significativo buco di sicurezza, ma al tempo stesso è utile per chi sta investigando su criminali.&#8221;<br />
<!--adsense#postleft--><br />
E sebbene il telefono registri soltanto screenshot quando premete il bottone Home, Zdziarski ha detto che questo è soltanto uno dei modi che gli esperti forensi usano per trovare prove. Altri metodi includono la raccolta di dati dalla cache della tastiera dell&#8217;iPhone, la cache di Safari, le ricerche su Google Maps e altri ancora. Esperti e hackers possono anche recuperare foto o email cancellate mesi prima.</p>
<p>Nel webcast Zdziarski ha anche dimostrato di poter bypassare il passcode dell&#8217;iPhone per ottenere un accesso completo al dispositivo.</p>
<p>Durante il webcast ha impiegato un&#8217;ora per dimostrare il processo completo, usando Pwnage per creare un firmware custom e installandolo per superare il passcode dell&#8217;iPhone. Zdziarski sostiene però che in condizioni normali, senza le chiacchiere fatte durante il webcast, ci vogliono 15 minuti a creare il firmware custom e una volta ottenuto bastano minuti per applicarlo a qualsiasi iPhone.</p>
<p>Naturalmente questo tipo di attacco è possibile soltanto a qualcuno che ha accesso fisico al telefono, ma il vostro dispositivo può facilmente cadere nelle mani di malintenzionati, sicuramente non potete fidarvi del passcode per proteggere dati importanti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;iPod Touch di Seconda Generazione è Stupefacente</title>
		<link>http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/10/lipod-touch-di-seconda-generazione-e-stupefacente/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 06:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apple]]></category>

		<category><![CDATA[ipod]]></category>

		<category><![CDATA[iPod Classic]]></category>

		<category><![CDATA[iPod Nano]]></category>

		<category><![CDATA[iPod Touch]]></category>

		<category><![CDATA[Nike+]]></category>

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		<description><![CDATA[
Subito dopo gli annunci dei nuovi iPod Nano e Classic all&#8217;evento Apple &#8220;Let&#8217;s Rock&#8221;, la casa della mela ha annunciato il nuovo iPod Touch di seconda generazione, che è veramente stupefacente.
Il nuovo iPod Touch 2G ha un nuovo design con il bordo cromato e con il retro affusolato simile all&#8217;iPhone, ma più sottile che in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1380" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/10/lipod-touch-di-seconda-generazione-e-stupefacente/ipod-touch-500x185/"><img class="size-full wp-image-1380 aligncenter" title="ipod-touch-500x185" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/ipod-touch-500x185.png" alt="" width="400" height="148" /></a></p>
<p>Subito dopo gli annunci dei nuovi iPod Nano e Classic all&#8217;evento Apple &#8220;Let&#8217;s Rock&#8221;, la casa della mela ha annunciato il nuovo iPod Touch di seconda generazione, che è veramente stupefacente.</p>
<p>Il nuovo iPod Touch 2G ha un nuovo design con il bordo cromato e con il retro affusolato simile all&#8217;iPhone, ma più sottile che in precedenza.</p>
<p>Alcune delle nuove caratteristiche tecniche del nuovo iPod Touch di seconda generazione includono un controllo del volume esterno, Nike+ integrato senza necessità di un trasmettitore e creazione di genius playlist. Altre caratteristiche includono:</p>
<p><span id="more-1377"></span><!--adsense#postleft--></p>
<p>* display da 3,5 pollici<br />
* controllo volume esterno<br />
* Accelerometro<br />
* Wi-fi 802.11b/g wireless<br />
* speaker integrato</p>
<p>Il nuovo iPod Touch second generation viene venduto a $229 per la versione da 8GB, $299 per quella da 16GB, e $399 per quella da 32GB.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le Compagnie Aeree di tutto il Mondo perderanno 5,2 Miliardi di Dollari Quest&#8217;Anno. E non si prevede che vada meglio il prossimo anno.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 06:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IlChimichInformatico</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Aerei]]></category>

		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<category><![CDATA[aviazione]]></category>

		<category><![CDATA[carburante per aerei]]></category>

		<category><![CDATA[compagnie aeree]]></category>

		<category><![CDATA[costo carburante]]></category>

		<category><![CDATA[petrolio]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le cose continuano ad andare di male in peggio per le compagnie aeree di tutto il mondo, le quali hanno preso una tale batosta dai crescenti prezzi del carburante che ci si aspetta perdano la cifra da capogiro di 5,2 miliardi di dollari (poco meno in euro) quest&#8217;anno, con le compagnie aeree basate negli Stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1361" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/10/le-compagnie-aeree-di-tutto-il-mondo-perderanno-52-miliardi-di-dollari-questanno-e-non-si-prevede-che-vada-meglio-il-prossimo-anno/airplane/"><img class="size-full wp-image-1361 aligncenter" title="airplane" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/airplane.jpg" alt="" width="400" height="298" /></a></p>
<p>Le cose continuano ad andare di male in peggio per le compagnie aeree di tutto il mondo, le quali hanno preso una tale batosta dai crescenti prezzi del carburante che ci si aspetta perdano la cifra da capogiro di <strong>5,2 miliardi di dollari</strong> (poco meno in euro) quest&#8217;anno, con le compagnie aeree basate negli Stati Uniti a dividersi la maggior parte delle perdite.</p>
<p>Queste notizie arrivano dalla International Air Transit Association (IATA), la quale sostiene che la combinazione tossica di <strong>altissimi prezzi del carburante</strong> e <strong>riduzione della domanda</strong> continua ad avvelenare la profittabilità dell&#8217;industria aerea. Più di 25 compagnie aeree sono fallite quest&#8217;anno, con l&#8217;Alitalia e la britannica-canadese Zoom Airlines tra le ultime sull&#8217;orlo del fallimento.<br />
<span id="more-1360"></span><br />
Questo è un incredibile rivolgimento di fronte per un&#8217;industria che aveva visto <strong>profitti </strong>per <strong>5,6 miliardi di dollari nel 2007</strong>.</p>
<p>Le compagnie aeree attribuiscono questa caduta libera al prezzo del petrolio. La IATA dettaglia nei numeri, nel 2008 la spesa per il carburante è salita di 50 miliardi di dollari raggiungendo un tostale stimato di 186 miliardi di dollari. <strong>Il carburante per jet</strong> adesso rappresenta il <strong>36% del costo industriale</strong>, dal 13% che rappresentava appena sei anni fa. E mentre il petrolio viene al momento trattato a 106 dollari il barile questa settimana, molto più basso del massimo di 148 dollari visto in luglio, il portavoce dell&#8217;associazione Steve Lott sostiene che è ancora troppo caro. La media annua fino ad oggi è di 113 dollari il barile, in netto aumento dai 73 dello scorso anno.<br />
<!--adsense#postleft--></p>
<blockquote><p>&#8220;Novantacinque dollari il barile è il prezzo in cui il nostro modello di business comincia a funzionare,&#8221; dichiara Lott. &#8220;Pensiamo che quello sia il punto di rottura.&#8221;</p></blockquote>
<p>La recente caduta dei prezzi dei carburanti hanno portato sollievo alla malandata industria aerea, ma potrebbe essere una spada a doppio taglio.</p>
<p>&#8220;Una caduta da 145 dollari il barile a 110 indica meno richiesta di petrolio, e meno richiesta indica che l&#8217;economia si sta affievolendo,&#8221; sostiene, facendo notare che le ultime statistiche sui viaggi aerei suggeriscono che il rallentamento è già in corso. Il traffico aereo di tutte le compagnie aeree in luglio era maggiore dello scorso anno, ma appena dell&#8217;1,9 percento.</p>
<p><strong>Più preoccupante è la diminuzione del traffico cargo del 2 percento</strong> (con una diminuzione da parte delle compagnie aeree Asiatiche del 6,5 percento). &#8220;Il traffico cargo è un buon indicatore dell&#8217;andamento dell&#8217;economia,&#8221; dice Lott. &#8220;Se diminuisce ci sono motivi di preoccupazione.&#8221; Il crollo della richiesta si è verificato nonostante le linee aeree abbiano incrementato la loro capacità e ampliato le flotte.</p>
<p>Le <strong>aerolinee Statunitensi </strong>sono quelle che hanno preso la botta più forte, con un ammontare delle <strong>perdite previste vicino ai 5 miliardi di dollari.</strong> Il resto dell&#8217;inchiostro rosso sarà scritto sui bilanci delle linee aeree Latino Americane e Africane. Tutti gli altri, Europa, Medio Oriente e Asia, vedranno i profitti in leggero calo. Le linee aeree europee vedranno i profitti calare di sette volte ad appena 300 milioni di dollari. E comunque hanno evitato il peggio grazie all&#8217;Euro più forte del Dollaro, e per il fatto di non dover competere con molte compagnie a basso costo e hanno una forte presenza in mercati emergenti come la Cina.</p>
<p>&#8220;Mentre in alcune regioni si vedranno profitti ridotti, l&#8217;impatto negativo della crisi dell&#8217;industria aerea è di livello universale,&#8221; dice Giovanni Bisignani, a capo della IATA, che include 230 aerolinee e rappresenta il 94 percento dei voli mondiali cargo e passeggeri.<br />
<strong>E non ci si aspetta che il prossimo anno sia meglio. Il costo per il carburante potrebbe rappresentare il 40% dei costi nel prossimo anno, e la IATA prevede perdite per 4,1 miliardi di dollari nel 2009.</strong></p>
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		<title>Foto Ufficiali della Chevrolet Volt di produzione per la prima volta Online</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 06:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>IlChimichInformatico</dc:creator>
		
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Appena qualche giorno dopo aver avuto un primo assaggio di quella che sarà la Chevrolet Volt di produzione, che uscirà nel 2011, grazie ad alcuni appassionati che ne hanno vista una durante le riprese di Transformers 2, ora abbiamo le foto ufficiali della vera automobile.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1337" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/09/foto-ufficiali-della-chevrolet-volt-di-produzione-per-la-prima-volta-online/chevrolet-volt-01/"><img class="size-full wp-image-1337 aligncenter" title="chevrolet-volt-01" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/chevrolet-volt-01.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a></p>
<p>Appena qualche giorno dopo aver avuto un primo assaggio di quella che sarà la Chevrolet Volt di produzione, che uscirà nel 2011, grazie ad alcuni appassionati che ne hanno vista una durante le riprese di Transformers 2, ora abbiamo le foto ufficiali della vera automobile.</p>
<p>Sembra che qualcuno abbia accidentalmente rilasciato una serie di foto parte di un servizio fotografico che ritrae dirigenti e ingegneri responsabili della produzione della Volt posare con la loro creatura.</p>
<p><span id="more-1336"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1344" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/09/foto-ufficiali-della-chevrolet-volt-di-produzione-per-la-prima-volta-online/chevrolet-volt-08/"><img class="size-full wp-image-1344 aligncenter" title="chevrolet-volt-08" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/chevrolet-volt-08.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Vediamo insieme alla nuova creatura della General Motors Tony Posawatz, Frank Weber, Andrew Farah, Bob Boniface e Bob Lutz.  E&#8217; prevista la presentazione ufficiale della GM Volt martedì prossimo durante le celebrazioni per il centenario della General Motors presso il Renaissance Center.<br />
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Per quanto riguarda i dettagli della Volt, la struttura base dell&#8217;auto appare essere la stessa di quella intravista nel film Transformers, ma con alcune differenze, l&#8217;area sul fianco, sotto i finestrini laterali è stata resa scusa per avere una maggiore somiglianza con la concept da cui deriva. Visto che la Volt condivide il pianale di base con la Chevy Cruze, non c&#8217;è da stupirsi che abbiano una dimensione simile.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1343" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/09/foto-ufficiali-della-chevrolet-volt-di-produzione-per-la-prima-volta-online/chevrolet-volt-07/"><img class="size-full wp-image-1343 aligncenter" title="chevrolet-volt-07" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/chevrolet-volt-07.jpg" alt="" width="500" height="672" /></a></p>
<p>Fino ad ora non ci sono stati commenti ufficiali da perte della General Motors a proposito del rilascio delle foto, speriamo di avere presto nuove foto ad alta risoluzione e i dettagli della vettura di produzione.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1342" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/09/foto-ufficiali-della-chevrolet-volt-di-produzione-per-la-prima-volta-online/chevrolet-volt-06/"><img class="alignnone size-full wp-image-1342" title="chevrolet-volt-06" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/chevrolet-volt-06.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1341" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/09/foto-ufficiali-della-chevrolet-volt-di-produzione-per-la-prima-volta-online/chevrolet-volt-05/"><img class="alignnone size-full wp-image-1341" title="chevrolet-volt-05" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/chevrolet-volt-05.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1340" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/09/foto-ufficiali-della-chevrolet-volt-di-produzione-per-la-prima-volta-online/chevrolet-volt-04/"><img class="alignnone size-full wp-image-1340" title="chevrolet-volt-04" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/chevrolet-volt-04.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1339" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/09/foto-ufficiali-della-chevrolet-volt-di-produzione-per-la-prima-volta-online/chevrolet-volt-03/"><img class="alignnone size-full wp-image-1339" title="chevrolet-volt-03" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/chevrolet-volt-03.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1338" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/09/foto-ufficiali-della-chevrolet-volt-di-produzione-per-la-prima-volta-online/chevrolet-volt-02/"><img class="alignnone size-full wp-image-1338" title="chevrolet-volt-02" src="http://anyblog.org/tecnologia/wp-content/uploads/chevrolet-volt-02.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1337" href="http://anyblog.org/tecnologia/2008/09/09/foto-ufficiali-della-chevrolet-volt-di-produzione-per-la-prima-volta-online/chevrolet-volt-01/"><br />
</a></p>
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