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Archive for the ‘Energia’ Category

Mitsui e Toshiba progettano un immenso impianto solare da 50 MW in Giappone

August 26th, 2011

Il duo di società giapponesi composto da Mitsui Chemicals e Toshiba hanno messo in piedi un progetto per costruire il più potente impianto solare del paese, secondo quanto riportato da Nikkei business daily.

Il progetto anticipa il passaggio di una legge in Giappone che richiederò alle società elettriche di acquistare un percentuale dell’energia da fonti rinnovabili a tariffe fisse. Sembra che il disegno di legge entrerà in vigore entro il luglio 2012.

L’impianto solare proposto da 50.000 kW verrà costruito su 800.000 metri quadri di terreno di proprietà di Mitsui Chemicals. Il costo del progetto è stimato in 20 miliardi di yen (180 Milioni di euro al cambio attuale) ed è atteso che entri in funzione entro la fine del 2012. Mitsui Chemicals e Toshiba dicono che venderanno l’elettricità direttamente alla società Chubu Electric Power.

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Neste Oil attiva a Singapore il pi? grande impianto mondiale per Diesel Rinnovabile

November 28th, 2010

Neste Oil ha attivato quello che ? ritenuto il pi? grande impianto mondiale per la produzione di diesel rinnovabile a Singapore. La struttura, che incrementer? la produzione di NExBTL diesel rinnovabile con una modalit? fase per fase, ed ? stato completato, nel tempo e nel budget previsto! Lo stabilimento di produzione di Singapore, costato circa 400 milioni di euro, ha una capacit? produttiva annuale di 800.000 tonnellate di diesel sintetico.

Il diesel NExBTL prodotto dalla finlandese Neste ? ritenuto compatibile con tutti i motori diesel esistenti senza necessit? di alcuna modifica, essendo chimicamente equivalente al disel di petrolio. Il carburante rinnovabile, prodotto a partire da olio vegetale, offre eccellenti performance in climi freddi e se necessario pu? anche essere mescolato con diesel tradizionale. Neste afferma che la produzione e l’uso di NExBTL permette una riduzione del 40-80 percento di emissione di gas serra in confronto all’uso e produzione di diesel fossile.

La compagnia di raffinazione finlandese ha in corso di realizzazione un impianto con caratteristiche simili a quello di Singapore in Olanda a Rotterdam, mentre gi? ha in operazione due impianti a Porvoo, Finlandia.

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Bye-Bye Batterie: Onde Radio come fonte di energia

July 18th, 2010

Matt Reynolds, un professore del dipartimento di electrical and computer engineering della Duke University, indossa anche altri cappelli, incluso quello di co-fondatore di due societ?. Ma in questi giorni il suo interesse ? in un cappello reale, ora allo stadio di prototipo, un elmetto da cantiere con un piccolo microprocessore e un segnalatore che suona un avvertimento quando ci sono nelle vicinanze macchinari pericolosi in un cantiere.

La cosa inconsueta comunque ? che il microprocessore e il segnalatore lavorano senza batterie. I due componenti elettronici usano cos? poca energia da poterla ottenere dalle onde radio nell’aria.

Le onde radio arrivano dai trasmettitori wireless installati su scavatori e bulldozers e utilizzati per tenere sotto controllo la loro posizione. Il microprocessore controlla la potenza e direzione del segnale radio dai macchinari del cantiere per determinare se chi indossa l’elmetto si trova troppo vicino.

Il Dr. Reynolds ha progettato questo cappello a basso consumo, chiamato SmartHat, insieme a Jochen Teizer, professore presso la?school of civil and environmental engineering presso il Georgia Tech. I due ricercatori sono soltanto alcuni tra le tante persone che stanno progettando apparecchiature e sistemi che consumano cos? poca energia da poterla ottenere dalle onde radio ambientali, riducendo o addirittura eliminando il bisogno di batterie. Il loro lavoro ? stato in parte finanziato dal?National Science Foundation.

Powercast, basata a Pittsburgh, vende trasmettitori di onde radio e ricevitori che usano queste onde per alimentare sensori wireless e altre apparecchiature. I sensori ad esempio controllano la temperatura interna in sistemi automatici che controllano il riscaldamento e aria condizionata in palazzi di uffici.

La societ? ha recentemente introdotto un ricevito per ricaricare sensori wireless privi di batterie, il?P2110 Powerharvester Receiver, e dimostrato il suo utilizzo in moduli che controllano temperatura, livello di luminosit? e umidit?. I moduli utilizzano microprocessori realizzati da?Microchip Technology, di Chandler, Arizona.

Fino a poco tempo fa, l’uso di onde radio per alimintare dispositivi elettronici wireless era largamente limitato perch? le onde perdono energia velocemente diffondendosi, dice?Joshua R. Smith, ingegnere capo presso l’Intel?s research center di Seattle.
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Nuova generazione di stazioni di rifornimento di Idrogeno a Energia Solare di Honda

February 3rd, 2010

Honda ha iniziato a lavorare su dei prototipi di pi? piccola scala di stazioni solari a idrogeno destinate ad essere usate come stazioni di ricarica casalinga. Le nuove stazioni di ricarica sono in grado di ricaricare durante la notte un veicolo elettrico con celle a idrogeno e sono progettate come un’unit? integrata da installare nel garage dell’utilizzatore. Le nuove stazioni di ricarica solari di Honda Solar Hydrogen Station, sebbene pi? piccole delle precedenti, sono in grado di produrre abbastanza idrogeno (o,5 kg) e di ricaricare in una notte il veicolo per i fabbisogni giornalieri (10.000 miglia l’anno) di un veicolo elettico.

La societ? giapponese ha rivelato che nelle precedenti stazioni a idrogeno, il sitema richiedeva un grosso elettrolizzatore e una separata unit? di compressione per creare idrogeno ad alta pressione. Il compressore era il componente pi? ingombrante e costoso e riduceva l’efficienza del sistema. Creando un nuovo elettrolizzatore ad alta pressione differenziale, gli ingegneri della Honda sono stati in grado di eliminare completamente il compressore, per la prima volta per un sistema a uso domestico. Questa innovazione riduce anche la dimensione di altri componenti chiave per rendere la nuova stazione il sistema pi? compatto al mondo, allo stesso tempo incrementando l’efficienza del sistema del 25% in confronto alla hydrogen station che sostituisce.

Questo render? l’unit? pi? interessante per automobilisti con garage di dimensioni pi? piccole o quelli che hanno a disposizione un’area di parcheggio.

La stazione di ricarica ? studiata per lavorare insieme al veicolo di Honda FCX Clarity, ed ? anche compatibile con un sistema energetico di tipo “Smart Grid.” Honda ha detto che le sue Solar Hydrogen Station permetteranno agli utilizzatori di rifornire i propri veicoli durante la notte senza necessit? di immagazzinare idrogeno, il che limiterebbe le emissioni di CO2 utilizzando energia elettrica durante le ore non di picco. Durante la giornata, quando splende il sole, le Solar Hydrogen Station possono esportare elettricit? verso la rete elettrica, fornendo un beneficio economico per il cliente e restando energeticamente neutrale.
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Pozzi petroliferi della Chevron alimentati dal vapore di un’Impianto Solare

August 28th, 2009

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BrightSource Energy ha avviato i lavori per realizzare un impianto solare da 29 megawatt per produrre vapore utilizzato da un impianto petrolifero della Chevron a Coalinga, California.

Il progetto, costituito da 7.000 specchi che concentreranno la luce solare su un boiler pieno d’acqua che si trova in cima a una torre alta 70 metri per produrre un flusso di vapore ad alta temperatura e pressione.

Ma cosa c’è di diverso in questo impianto? In un impianto solare convenzionale, il vapore spinge le turbine per generare elettricità. In questo caso, il vapore sarà iniettato nei pozzi petroliferi per aumentare la produzione scaldando il petrolio che si presenta piuttosto viscoso rendendolo più fluido in modo da fluire in modo più facile. Le compagnie petrolifere in genere utilizzano il vapore prodotto bruciando gas naturale o altri combustibili fossili per massimizzare giacimenti che contengono petrolio particolarmente pesante e con viscosità molto alta con nelle contee californiane di Fresno e Kern.

Quella parte della California è però una delle zone con il sole più forte nella regione e numerosi impianti solari sono previsti nell’area.

Chevron è un investitore in BrightSource, una ditta che realizza impianti solari con base a Oakland, e l’estrazione di petrolio aiutata dall’energia solare offre al gigante petrolifero l’opportunità di ridurre le proprie emissioni di CO2 allo stesso tempo assicurandosi contro le fluttuazioni del prezzo del gas naturale.

Per BrightSource, che ha firmato contratti per fornire 2.610 megawatt di energia solare alle aziende elettriche Californiane, l’accordo con Chevron è l’occasione ideale per fare il salto di dimensione con la sua tecnologia, la società fino ad ora ha soltanto costruito un impianto dimostrativo da sei megawatt in Israele, e sta esplorando nuove applicazioni per la sua tecnologia.

"E’ potenzialmente un mercato molto lucroso per noi," dice Keely Wachs, direttore senior delle comunicazioni aziendali di BrightSource.
Wachs rifiuta di parlare dei termini economici dell’accodo con Chevron, comunque. L’impianto solare sarà realizzato da BrightSource e sarà di proprietà e condotto dal’azienda petrolifera, e dovrebbe essere online entro la fine del 2010. L’esistenza del progetto era stata inizialmente riportata dalla Reuters dopo che Chevron aveva rivelato l’accordo con BrightSource.

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L’Europa si prepara a Cambiare Lampade. Resta qualche preoccupazione

August 28th, 2009

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A partire dalla prossima settimana, le lampade a incandescenza verranno gradualmente rimosse dal mercato dell’Unione Europea e sostituite da nuove lampade a risparmio energetico, principalmente da lampade fluorescenti compatte (CFL), che usano fino all’80 percento in meno di energia e hanno una vita notevolmente più lunga.

La nuova regola è stata positivamente accolta da molti consumatori e proprietari di case, come dichiarato da due importanti gruppi di consumatori, viste le potenzialità di risparmio in termini di energia e denaro che si possono ottenere con le nuove lampade.
Ma ci sono anche dei possibili inconvenienti, hanno tenuto a precisare i gruppi.

Monique Goyens, direttore generale del European Consumers’ Organization, dice che eliminare completamente le lampade a incandescenza potrebbe rappresentare uno svantaggio per le persone che devono fare uso di lampade di vecchio stile per motivi di salute.
La Goyens dice che la Commissione Europea dovrebbe fare di più per informare le persone che ancora hanno necessità di lampade vecchio stile su dove trovarle.

Stephen Russell, il segretario generale di Anec, un gruppo che rappresenta i consumatori nello sviluppo di standard di prodotto, ha voluto evidenziare le preoccupazioni sui rischi per la salute dovuti al livello di mercurio contenuto in alcune lampade fluorescenti compatte (CFL).
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Celle solari Spray-on, stampate come un giornale, studiate da ricercatori dell’Università del Texas

August 27th, 2009

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L’idea di celle solari spray-on oppure stampate non è interamente nuova, Spark Solar in Australia e Corus Group sono tra le aziende che stanno sviluppando tale tecnologia. Ora possiamo aggiungerne un’altra alla lista. LiveScience sta osservando il lavoro effettuato da Brian Korgel presso la University of Texas, Austin.

Il team di Korgel sta sviluppando un processo che utilizza nano-ink, che nelle speranze del ricercatore potrebbe diventare un giorno un metodo di produzione standard per le celle solari.
L’idea è quella di realizzare una soluzione di nano particelle (10000 volte più sottili di un capello umano) di rame-indio-gallio-selenide (CIGS) cioè il componente in grado di assorbire la radiazione solare e di applicarle come una vernice spray su un substrato per realizzare un pannello, probabilmente in un processo come quello della stampa di un quotidiano.

Il problema per il momento è l’efficienza raggiunta, che deve assolutamente migliorare.
Infatti al moment il team di sviluppo ha realizzato soltanto dei prototipi che lavorano all’1 percento di efficienza, e finchè non raggiungeranno almeno il 10 percento o più di efficienza, non ci sarà alcun potenziale commerciale per la tecnologia.

Fonte

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Celle a metanolo in crescita in alcuni mercati, Nissan le adotterà nelle sue fabbriche americane

August 26th, 2009

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Nissan sostituirà nella sua fabbrica di Smyrna, Tennessee, 70 caricabatterie per carrelli elevatori alimentati con batterie convenzionali con 60 celle a combustibile che utilizzano metanolo prodotte dalla Oorja Protonics.

La casa automobilistica, che ha testato le celle a metanolo per 18 mesi, ne aggiungerà alter 30 il prossimo anno, dice Mark Sorgi, manager della gestione materiali di Nissan. Altre siti produttivi valuteranno l’adozione delle celle a combustibile.

Oorja sta anche per annunciare altri accordi con catene di supermercati e grande distribuzione nei prossimi mesi, ha detto il CEO della società Sanjiv Malhotra. L’azienda produrrà anche una versione più grande, una cella a combustibile da 5 kilowatt che può essere usata per alimentare la cabina di grossi camion e per alimentare antenne per telefonia mobile.

Le celle a combustibile sembrano ideali per questo mercato, infatti i carrelli elevatori e altri veicoli industriali di questo genere sono relativamente lenti, e spesso lavorano al coperto, avventurandosi raramente lontano da una stazione centrale. I motori diesel non vanno bene in molti casi perchè i residui di combustione rimarrebbero intrappolati all’interno.
Quindi le fabbriche e magazzini di distribuzione utilizzano carrelli elevatori alimentati con batterie al piombo-acido, che però sono in grado di fornire un’autonomia di circa quattro ore. Come risultato le società devono comprare batterie aggiuntive, avere dipendenti addetti alla ricarica e sostituzione delle batterie.

Le celle a combustibile OorjaPac di Oorja vengono posizionate nel carrello elevatore e forniscono elettricità alla batteria, ricaricandola con il trascorrere della giornata. Ricaricando di metanolo la cella a combustibile all’inizio di un turno, fornisce abbastanza energia per l’intera giornata. La struttura di ricarica, una semplice pompa, costa meno di un decimo del costo di una stazione di ricarica per le batterie convenzionali.

Da parte sua, Nissan risparmierà circa 300.000 dollari il prossimo anno non dovendo acquistare ulteriori batterie e 225.000 dollari l’anno in costi operativi. Inoltre l’utilizzo delle celle a combustibile faranno risparmiare circa 35 ore uomo al giorno.
Nel settore al momento non c’è molta competizione. Poche altre società come PlugPower hanno lanciato celle a combustibile per carrelli elevatori, mentre alcuni giganti Giapponesi come Kawasaki e Toshiba hanno discusso piani per portare batterie Ni-Mh e li-ion sui carrelli elevatori. Presumibilmente questo tipo di batterie, avendo capacità molto maggiore di quelle piombo-acido non richiederanno ricariche così frequenti.

Nel frattempo Oorja ha migliorato le performance delle sue celle a combustibile, il nuovo modello da 1,6 kilowatt (Model H) è tra il 25 e il 30 percento più piccolo della precedente versione e posizionata a 16.000 dollari costa il 50 percento in meno e può essere rifornita con metanolo in circa in minuto.

Fonte

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Nuovo record di efficienza per le Celle Solari Fotovoltaiche in Australia: 43 percento!

August 26th, 2009

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Un team di ricercatori presso la University of New South Wales in Australia ha ottenuto un nuovo record per l’efficienza delle celle solari. Una nuova combinazione multi celle è in grado di convertire il 43 percento di luce solare in elettricità battendo il precedente record del 42,7 percento. Sebbene non si tratti di un grande salto in avanti, è un ulteriore passo nel raggiungimento dell’importante limite del 50 percento.

Il team ha aumentato l’efficienza combinando celle siliconiche con altre realizzate con gallio, iridio, fosforo e arsenico. Questa combinazione ha consentito di catturare la luce delle componenti rossa e vicina all’infrarosso dello spettro, incrementando l’output energetico.

Non aspettatevi comunque di vedere questa combinazione disponibile commercialmente molto presto. I semiconduttori utilizzati sono molto costosi, ma almeno i ricercatori stanno lavorando per incrementare l’efficienza e prima o poi riusciranno ad ottenere nuovi record utilizzando materiali meno costosi.

Fonte

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Magenn Wind Power: Una Turbina a Vento nel Cielo come un Aquilone

August 19th, 2009

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Il vento è una fonte meravigliosa ed efficace di produrre energia, ma funziona soltanto quando il vento soffia e in modo regolare. E se riesci a trovare uno spazio aperto abbastanza grande per realizzare un grande impianto eolico con torri altissime e pale lunghissime che mettono a repentaglio la vita di uccelli e pipistrelli. Molta gente si ribellerebbe al solo pensiero di vivere nelle vicinanze di un impianto eolico del genere.

Cambierebbero le cose se le turbine fossero a 300 metri d’altezza?

Questa è l’idea alla base concettuale della turbina a vento nel cielo realizzata da Magenn Power Inc. Chiamata MARS (Magenn Air Rotor System), utilizza un rotore gonfiabile che staziona a circa 300 metri d’altezza, senza necessità di una torre, ma con soltanto un cavo d’ancoraggio.

La turbina rotante orizzontalmente utilizza delle ampie pale che ruotano intorno a un asse, con generatori sulle estremità che inviano energia a terra tramite un collegamento elettrico sul cavo d’ancoraggio. Poichè si tratta di un pallone gigante, con generatori allegati, è facilmente trasportabile, e potrebbe essere anche posizionato in cima a dei palazzi.

Magenn2DAnimation

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