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Neste Oil attiva a Singapore il pi? grande impianto mondiale per Diesel Rinnovabile

November 28th, 2010

Neste Oil ha attivato quello che ? ritenuto il pi? grande impianto mondiale per la produzione di diesel rinnovabile a Singapore. La struttura, che incrementer? la produzione di NExBTL diesel rinnovabile con una modalit? fase per fase, ed ? stato completato, nel tempo e nel budget previsto! Lo stabilimento di produzione di Singapore, costato circa 400 milioni di euro, ha una capacit? produttiva annuale di 800.000 tonnellate di diesel sintetico.

Il diesel NExBTL prodotto dalla finlandese Neste ? ritenuto compatibile con tutti i motori diesel esistenti senza necessit? di alcuna modifica, essendo chimicamente equivalente al disel di petrolio. Il carburante rinnovabile, prodotto a partire da olio vegetale, offre eccellenti performance in climi freddi e se necessario pu? anche essere mescolato con diesel tradizionale. Neste afferma che la produzione e l’uso di NExBTL permette una riduzione del 40-80 percento di emissione di gas serra in confronto all’uso e produzione di diesel fossile.

La compagnia di raffinazione finlandese ha in corso di realizzazione un impianto con caratteristiche simili a quello di Singapore in Olanda a Rotterdam, mentre gi? ha in operazione due impianti a Porvoo, Finlandia.

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Sostituire tutti i combustibili fossili con biocarburanti! Impossibile? Forse no.

July 28th, 2009

biocarburanti

Technology Review parla di una nuova interessante startup basata a Cambridge, MA, Joule Biotechnologies, che ha appena rivelato i dettagli di un processo che dicono possa produrre 20.000 galloni (75.000 litri) di biocarburante per ogni acro (circa 4000 mq) di terreno l’anno. Se questa resa si dovesse rivelare realistica, potrebbe rendere praticabile la sostituzione di tutti i combustibili fossili utilizzati per il trasporto con biocarburanti. La società afferma anche che i carburanti prodotti potrebbero essere venduti a prezzi competitivi con quelli dei combustibili fossili.

Joule Biotechnologies realizza colture di microorganismi in dei reattori speciali con l’aiuto dell’energia solare. I microorganismi utilizzano l’energia solare per convertire l’anidride carbonica e l’acqua in etanolo o altri idrocarburi (come biodiesel o componenti della benzina). Gli organismi espellono l’idrocarburo, che può poi essere raccolto con tecniche convenzionali di separazione chimica.

Se il nuovo processo, che è stato dimostrato in laboratorio, funzionerà anche su larga scala come ritiene Joule Biotechnologies, sarebbe una rivoluzione per l’industria dei biocarburanti. Biocarburanti convenzionali basati sul mais possono ammontare per una piccola frazione del fabbisogno mondiale di carburanti, delle grandi quantità di terreno, acqua ed energia necessari per la coltivazione. Ma il nuovo processo, grazie alla sua alta resa, potrebbe fornire tutto il fabbisogno di carburante degli Stati Uniti con un’area meno di tre volte la Sardegna.

La società ha in programma di realizzare un impianto pilota nel sudest degli Stati Uniti all’inizio del prossimo anno, e pensa di produrre etanolo su scala commercial entro la fine del 2010. Dimostrazione della produzione su larga scala di idrocarburi seguirà nel 2011.

Fino ad ora la società ha raccolto meno di 50 milioni di dollari da diversi Venture Capital e altri investitori, inclusi i dipendenti della società.

Il nuovo approccio sarebbe anche un grande miglioramento rispetto ai carburanti basati su cellulosa. Materiali cellulosi, come erba o scaglie di legno, potrebbero avere una resa per ettaro molto più grande di quella dell’etanolo da mais, ma per poter costituire anche una frazione del fabbisogno mondiale tali tecniche dovrebbero essere estremamente migliorate, migliorate le tecniche di accrescimento delle materie prime e diminuito di molto il consumo al km delle automobili.

Biocarburanti ottenuti da alghe sono i più vicini alla tecnologia di Joule, con rese potenziali da 7000 a 22.000 litri per acro, ma nonostante ciò, il nuovo processo rappresenta un incremento di almeno un ordine di grandezza. Ma ciò non basta, la migliore tecnologia di produzione da alghe attualmente disponibile potrebbe produrre carburanti a prezzo competitivo con i combustibili fossili se un barile di petrolio costasse 800 dollari!

Joule afferma che il suo processo sarebbe competitivo anche con il petrolio a 50 dollari il barile.

Il processo di Joule sembra avere un approccio molto simile alla produzione di biocarburanti utilizzando alghe. I microorganismi utilizzati dalla società non sono alghe, vengono mantenuti in bireattori trasparenti, dove vengono mantenuti in circolazione per assicurarsi che tutti abbiano esposizione al sole, e vengono riforniti di biossido di carbonio in alte concentrazioni, prodotto ad esempio da una centrale elettrica, e altri nutrienti.

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