Microfoni … linearità ed altri miti

Leggendo diversi libri su argomenti relativi a “microfoni”, tecniche di registrazione , etc..  ho notato spesso l’assenza di una riflessione “piu ampia” relativamente alla scelta del microfono.

Infatti, le pubblicazioni piu “entry level” non trattano affatto l’argomento, suggerendo direttamente la marca ed il modello per una data applicazione (ossia per una data “ripresa sonora”).

Le pubblicazioni di tipo professionale invece danno per scontato che esiste una vera scienza dietro la scelta del microfono ed a volte forniscono motivazioni perlopiù tecnico-specialistiche rispetto al dispositivo da usare.

In ogni caso comunque esiste un gap di informazioni disorienta il neofita.

Il neofita infatti si trova spesso a dover fare il miglior acquisto con un basso budget.


Spesso il miglior acquisto per il neofita significa : “un microfono con cui posso : cantare , riprendere la mia chitarra elettrica e riprendere la mia chitarra acustica, il tutto  in modo quasi-professionale”

Quindi inizia la sua ricerca leggendo specifiche e “consigli” da siti internet o riviste di settore.   Il suo tentativo è quello di “fare il colpaccio” , ossia “scovare” fra i cataloghi dei venditori quel microfono che risolverà tutti i suoi problemi.     Oppure ci si affida al consiglio dal “magazine” di turno.

Tale approccio però per molti significherà avere registrazioni affatto professionali … e ciò perdurerà finchè non abbandonerà l’idea erroenea che un singolo microfono possa prodigarsi in tutti i campi con buone prestazioni.  Magari si troverà ad osservare che il suo microfono se la cava bene nella ripresa della sua chitarra elettrica, invece per la voce e la chitarra acustica le cose vanno molto peggio…..

Ma perchè?   Non aveva scelto un microfono il cui diagramma si dichiarava “lineare”?  e cosa c’entra l’aver scelto un microfono dinamico e non uno a condensatore? se è lineare …è lineare!!

Diagramma della risposta in frequenza (linearità)

Nessuno infatti gli aveva fornito le giuste chiavi di lettura teorico-tecniche e … commerciali che ci sono dietro.   Ci proviamo ora con questo articolo, definendo alcuni punti-cardine che molti non dicono:

  • Il microfono lineare, non esiste, o meglio se esiste , lo è solo in condizioni ideali (camera aneacoica e distanze di ripresa “standard”).
  • ogni microfono ha invece un suo “timbro” di ricezione, che combinato con il timbro che arriva alla sua membrana determina la forma d’onda del suono trasferito (in segnale elettrico).
  • ogni luogo (stanza, palco) fornisce una sua timbrica addizionale a quella emessa dallo strumento musicale.
  • per ottenere “la miglior ripresa” non sempre la linearità di un microfono è desiderata (anzi, spesso non lo è.  A volte è desiderabile una risposta in frequenza ad-hoc per le frequenze da riprendere)
  • la tecnica di ripresa microfonica adottata è basilare quanto la bontà del microfono. Alcuni microfoni sono studiati proprio per essere usati secondo una certa tacnica.
  • il microfono “generico” adatto a tutte le situazioni non esiste
  • per ottenere registrazioni di qualità sono necessari piu microfoni specifici
  • la tecnologia microfonica “a condensatore” è qualitativamente sempre superiore a quella di “microfono dinamico” ed eccezion-fatta per i casi in cui il microfono a condensatore non può essere usato (situazioni live con innesco di feedback o alte pressioni sonore emesse da amplificatori per basso o per chitarra). La superiorità è evidente sia nella sensibilità, che nella linearità e nella estensione della risposta in frequenza (specialmente sugli acuti).

Detto ciò è chiaro che al neaofita non resta che suggerire un impiego piu razionale del piccolo budget che possiede .

O meglio, prima di effettuare una scelta dovrebbe chiedersi quali sono i suoi obiettivi:

  • Sto acquistando un microfono perchè in questo momento mi piace “giocare” a registrarmi (ma questa sarà l’ultima spesa che farò in campo audio) ?
  • Sto acquistando il microfono come primo “tassello” di un mini studio casalingo ?

nel primo caso, si dovrebbe veramente andare verso un microfono “che fà abbastanza bene tutto, ma che come detto eccelle su una sola applicazione”.

In questo caso un microfono a condensatore a diframma piccolo dovrebbe dare parecchie soddisfazioni…

microfono a condensatore a digramma piccolo

microfono a condensatore a digramma piccolo

Nel secondo caso la scelta và però piu mirata, altrimenti si rischia di prendere un microfono che non fà al meglio nessuna delle 2 - 3 applicazioni che ci si aspetta che faccia.

Piu in generale vado a descrivere una unusuale metodologia per capire ciò che le pubblicazioni non dicono esplicitamente, ma che in realtà è sotto gli occhi di tutti (se si legge “fra le righe”! ;)

Visionando molti cataloghi di costruttori vi renderete conto che hanno tutti delle cose in comune, e che ci permettono di fare alcune osservazioni:

  • Quasi tutti i produttori “storici” propongono una buona quantità di modelli , diciamo una quindicina.  Osservazione: se esistesse il microfono lineare, perchè scomodarsi a produrre tante versioni?
  • tutti propongono microfoni delle due categorie principali : “dinamici” ed “a condesatore”. Osservazione: entrambi i tipi hanno il loro impiego (nonostante la superiorità qualitativa dei microfoni a condensatore)
  • tutti offrono microfoni a condensatore nelle principali configurazioni : “a diaframma largo” , “a diaframma piccolo” , “coppia ortogonale X-Y”. Osservazione : le tre tipologie risultano specifiche.    Il diaframma largo quando si necessita di una maggiore risposta sui bassi e medio-bassi e quando l’attacco del suono è poco impulsivo (ad esempio una timbrica vocale “calda” o la chitarra elettrica distorta/compressa ). Il “diaframma piccolo” quando si vuole riprendere timbri medio-alti ed alti con una buona definizione e buona dinamica (ad esempio la “voce rock” , i piatti della batteria etc…) , infine la “coppia di condensatori a diaframma piccolo” in configurazione X-Y quando il fattore di spiazzamento della sorgente sonora è importante. La chitarra acustica ad esempio risulta poco realistica se nella ripresa non vengono inclusi anche gli effetti percussivi e gli scricchiolii provenienti dalle dita sulla tastiera.  Nonostante alcune tecniche di posizionamento rendano possibili buoni risultati anche con un solo microfono, il problema viene risolto brillantemente da una coppia X-Y che è in grado di riprendere una porzione piu ampia dello strumento e con una relativa semplicità di piazzamento.
  • tutti offrono diverse configurazioni di “cono di ripresa” , Omnidirezionale, Cardiodide , Ipercardioide , figura ad otto. Osservazione : tutte le varie configurazioni “polari” hanno un loro utilizzo, ma per uno studio casalingo, che non dispone di ambienti “studiati per essere acustici” sarà sempre meglio scegliere il microfono con il diagramma polare piu “inerte” rispetto alle reverberazioni della stanza: ossia la figura a “cardioide”.  Un’altra cosa che raramente viene detta è infatti che la figure iper-cardioide considera si una maggiore insensibilità laterale …. ma è piu sensibile della figura “cardioide” relativamente alle riverberazioni provenienti , in asse, da dietro.
  • le maggiori ditte continuano a vendere microfoni con diagramma fortemente “non lineare” o “vintage”. Osservazione : questa è la cosa “meno detta” fra le cose “non dette”! Ossia, paradossalmente , per certi usi specifici, un microfono non lineare può dare risultati migliori di uno lineare.  Immaginiamo di dover riprendere una chitarra elettrica distorta. Difficilmente si vuole che la sua ripresa interessi tutta la sua estensione sonora (che spesso può interferire sulal gamma bassa con altri strumenti del gruppo , quali il basso o la voce).  Quindi perchè riprendere tutta la banda in frequenza prodotta quando poi, già si sà che dovrà essere di nuovo aggiustata con l’intervento di un equalizzatore parametrico?  Molto piu furbo riprendere con un microfono “studiato” per catturare proprio quella banda tipica!  Il livello totale del segnale ripreso risulterà inferiore e si potrà perciò alzare un pò di piu il guadagno in ingresso del vostro mixer o scheda audio , con relativo incremento del rapporto segnale-rumore e forse, nessuna necessità di intervenire con equalizzatori.
  • Molti costruttori aggiungono ad ogni modello alcuni aggettivi a suggerimento dell’uso cui il microfono è stato progettato.  Osservazione : fidatevi di tali aggettivi, ma non ne aggiungete altri voi dicendo : “beh andrà bene anche per quest’altro uso”.   Tipicamente quei microfoni si rivelano ottimi solo per gli usi suggeriti, ma mediocri per altri usi.
Ripresa X-Y a 90°

Ripresa X-Y a 90°

Anche da questo articolo avrete capito quanto il campo-audio sia materia complessa per cui :

  • Le ditte che producono microfoni professionali forniranno anche prodotti “entry level” migliori di quelli proposti da ditte che producono altro (ad esempio produttori di computers).
  • Non perdete mai di vista il fatto che per riprendere “Voce + chitarra acustica + chitarra elettrica” in modo serio , richiederebbe almeno tre microfoni specifici (anche se al momento il vs. budget vi permette di acquistarne solo uno).
  • Se possibile , provate il microfono prima di acquistarlo con lo strumento che dovrà riprendere.   Ogni microfono modifica il vs. timbro , alcuni lo peggiorano altri lo possono riprendere in modo piu fedele, altri ancora in modo meno fedele ma fornendo un suono intrigante.  Ricordiamo che spesso il lato “sonico” della musica non insegue l’alta fedeltà ma la ricerca di “suoni interessanti”. (se ci pensate bene, cosè il suono di una chitarra acustica? è solo un suono che è stato definito nei secoli dai liutai …attraverso forme e legni … le stessa ricerca che facciamo oggi con microfoni, effetti e quant’altro)
  • Se non potete provarlo, suggerisco di affidarvi a modelli dichiaratamente progettati per un dato utilizzo (dichiarato dal costruttore)
Microfono condensatore a diframma grande

Microfono condensatore a diframma grande

Perciò, se il vostro budget non vi permette di acquistare modelli blasonati, studiate i cataloghi dei costruttori cercando di capire ciò che vi stanno offrendo: l’uso e la fascia di utenza cui il microfono è destinato.   Cercate anche di capire se il costruttore, anche se emergente, è orientato verso il mercato “professional” o quello “consumer”.   Se siete bravi riuscirete ad individuare buoni microfoni a prezzo abbordabile semplicemente basandovi sulla metodologie discusse in questo articolo.  Ricordate che il microfono è il classico dispositivo dove è bene spendere “un pò di piu” che “un pò di meno”.

- Frankie Mnemonic -

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Leave a Reply